
Cari lettori ed amici
Il settimo giorno del viaggio appenninico ci svegliamo ad Alberobello.
Il nostro alloggio era composto da diversi trulli attaccati, così avevamo anche un cortile interno con un poco di privacy. Per accedere al sottotetto a forma circolare, si saliva con una scaletta pieghevole.




Pensavamo di trovare molti turisti ad Alberobello, invece arrivando tardi alla sera e partendo presto alla mattina, non ci siamo accorti della folla.
L’ atmosfera era davvero fatata. Gironzolare tra questi strani edifici, nel silenzio, sotto il sole abbagliante è stata un’ esperienza unica.
Lasciando il villaggio ci siamo spostati verso la campagna dove i bianchi tetti a cono si innalzano tra vigneti, uliveti e bouganvilles. I candidi muretti sono come macchie immerse in una verde natura fantastica.
Ci fermiamo a Locorotondo, dove le balle di fieno sotto il paese sono ricoperte di grandi pizzi circolari. Ci addentriamo tra i vicoli e le stradine bianche che danno una forma circolare al paese visto dall’alto alto.

Restiamo a guardare le colorate e originali ceramiche del luogo.

Al mercato del paese compriamo prodotti a base di peperoncino, fichi, pecorino e insaccati locali.

Tutto sembra essere in festa. Tra una casa e l’ altra hanno appeso installazioni di lampadine che di sera illuminano le vie.
Proseguiamo per Ostuni.
⁶Qui i turisti sono tanti, ma guardando verso l’ alto, il mare e i campi sconfinati attorno, non li si nota più. Dalla piazza principale circondata di antichi palazzi si sale verso la chiesa e poco sopra si gode di uno splendido panorama di oliveti degradanti verso il mare.

D’ ogni tanto si scopre una porta dipinta, che contrasta volutamente con il tutto bianco generale.

Sotto un antico arco di pietra due cantastorie attempati accompagnano con la chitarra brani noti.
Anche qui ci sono vetrine con ceramiche colorate.

Il sole è fortissimo, le ore più dure della giornata sono quelle centrali, in cui non si sa cosa fare e come visitare.

Appena si può cerchiamo riparo all’ ombra di un terrazzino o delle case di un vicolo.

Portoni, archi e decorazioni di tufo arricchiscono di bellezza la città. I fiori dei balconi danno una nota gaia di colore.


Dopo una breve sosta sotto una torre saracena, lungo il selvaggio litorale vicino a Brindisi, proseguiamo per Lecce.






In questi giorni incontriamo coppie di sposi dappertutto. Dalla Puglia alla Sicilia tante coppie approfittano finalmente delle giornate estive per celebrare le nozze, dopo che alcune delle restrizioni Covid sono state rimosse.
La città di Lecce è un gioiello. I palazzi e le chiese sono stati costruiti con la stessa pietra, generando una bellissima armonia architettonica.
Ci spostiamo sulla costa Ionica per fare un bagno alla Laguna di Porto Cesareo. Qui il mare è molto calmo, si vede qualche barchina andare avanti e indietro tra le lingue di terra tra sabbia e canneti.
La torre saracena svetta nel cielo blu, vicino ad un canale.

Il sole sta scendendo, ci muoviamo verso nord ovest.
Attraversiamo Taranto e le sue gigantesche acciaierie.
Entriamo in Basilicata dove si scorgono in lontananza i paesi bianchi arrocati sulle colline, sotto il cielo oramai buio.
La nostra meta è Matera.
Dopo aver preso possesso di una bella casa del centro storico, ci addentriamo tra i sassi molto ben illuminati. È tardi e la città è oramai quasi deserta. Tutto ha un fascino speciale, si può tornare con la mente indietro nel tempo.
La giornata è stata impegnativa. Nel giro di dodici ore abbiamo fatto esperienza di modi di vita così diversi, i trulli, i borghi contadini pugliesi, le città barocche, il polo siderurgico ed infine i sassi.
L’Italia è unica e magnifica.
A presto
Emilia

