
Cari amici e lettori, ci svegliamo qui il giorno sei del nostro viaggio appenninico.
La parte vecchia di Montrnero di Bisaccia è suggestiva, le case in pietra sono costruite a ridosso della montagna. Alcune hanno all’ interno profonde caverne ancora abitate.
Noi per fortuna avevamo aria, luce e balcone, con una vista bellissima sui campi che arrivano poi fino alle montagne della Maiella.
Per colazione beviamo il latte molisano e abbiamo un cestino di pere in dono dalla fattoria di Antonio Di Pietro.
La nostra host Valentina ci ha raccontato tante storie del luogo. E’ bello cercare di immaginare come vivevano qui un tempo, tra campi, antichi tratturi e pesca sulle coste
Lungo i viottoli non c’è nessuno, né alla sera, né alla mattina. Si intravvedono famiglie sedute nella cucina – soggiorno del pian terreno. Le camere sono di solito ai piani più alti.
Camminando per le stradine del borgo, un bimbetto di cinque anni in costume da fagno ci segue. Forse è affascinato dalle valige e vorrebbe andare lontano. Non abbiamo capito da che porta sia uscito. Lui continua a dire che abita nella casa vecchia dei nonni. Rifacciamo il nostro percorso al contrario nella speranza che lui riconosca l’ uscio. Per fortuna ritrova la sua famiglia e noi ripartiamo in serenità, ma è stato un bello spavento.





Lasciamo la breve costa del Molise, per addentrarci nel Gargano, passiamo i laghi di Lesina e Varano, così vicini al mare da avere l’acqua salmastra.
La natura è molto selvaggia, non si vedono quasi né case, né paesi, solo ulivi e campi, a perdita d’occhio. La costa rocciosa bianca è sotto di noi e il parco della Foresta Umbra sopra.
Ci fermiamo a Peschici e poi a Baia Zaiana dove un grande trabucco costruito sulle rocce è stato trasformato in ristorante.
Il sistema di pali e di reti è molto ingegnoso. Cactus e fiori cresciuti sulle rocce fanno da cornice allo splendido panorama, selvaggio e naturale.
Il trabucco di Vieste è stato costruito fuori dal centro abitato su un promontorio di rocce basse. Attorno, poco distante si vedono i buchi e i legni marciti di un’ altra antica costruzione da pesca.
Dopo aver passato la splendida colonna di tufo naturale del pizzo Munno di Vieste, costeggiamo la parte sud della penisola. Qui però le bellissime spiagge sono nascoste e poco accessibili a viaggiatori frettolosi come noi.

Arriviamo a Bari oramai all’ imbrunire. Il centro storico è molto animato. Alcuni gruppi di amici o parenti hanno portato seggioline per prende il fresco sul lungo mare. Bande di ragazzini con compagne poco più che bambine si divertono a zonzo.






La passeggiata sopra la cinta di mura è suggestiva al crepuscolo.
I palazzi del lungomare, costruiti tra le due guerre, sono imponenti e ricordano l’ importanza della città anche in epoca moderna.
In lontananza i vecchi silos sono illuminati dal tricolore.


Proseguiamo per Alberobello, dove un elegante e comodo Trullo ci attende per la notte. Purtroppo nella piazzetta davanti al nostro uscio c’è un’ ambulanza. Attorno le persone si abbracciano. Il nonno li ha appena lasciati. Una nota triste in questo borgo fiabesco.
A presto.
Emilia