Isolee Diomedee

Tremiti

Cari lettori ed amici,

Nel giorno quattro del nostro viaggio appenninico ci svegliamo a Montenero di Bisaccia, approfittiamo dell’ abbondante colazione di Valentina e poi ci imbarchiamo da Termoli per le Tremiti.

Arrivati sull’ isola, allo sbarco veniamo assaliti da guite turistiche che ci propongono tours dell’ isola. Fa molto caldo, il sole è fortissimo, c’ è tanta gente. Io penso che il tour, sebbene di gruppo, sarebbe stato il modo più veloce per togliersi dalla banchina infuocata.

Il faro verso il Molise

I familiari non sono contenti, ma partiamo lo stesso.

Affittare un gommone sarebbe stato più vincolante per tutta la giornata.

Il nocchiero della barca in poco tempo ci mostra le grotte e le calette.

Facciamo il bagno sopra la statua di Padre pio. Ci immergiamo per qualche metro soltanto e già si vedono le braccia del santo.

Eravamo partiti da San Domino, l’isola più abitata e sbarchiamo a San Nicola dove è stato edificato un antico monastero.

Fortezza del monastero
L’ ingresso della fortezza
Il mare dalla feritoia
Pinnacoli di roccia in lontananza
L’ antica polveriera

L’ antico convento dei benedettini, fondato nell’ alto medioevo è stato in seguito occupato dai monaci cistercensi e poi dai lateranensi. A fine settecento i religiosi sono stati scacciati dai Borboni per far posto ad una prigione.

Mussolini vi deporto’ per qualche anno un gruppo di omosessuali.

Antico chiostro con il pozzo
Ora l’abbandono totale
Il tempo si è fermato
Erbacce sulle antiche mura, il Gargano in lontananza
Pala d’altare lignea
Il soffitto di legno dipinto con prospettive barocche
Dorature medievali
Pavimento centrale della chiesa di San Nicola

Ritorniamo sull’ isola principale di San Domino, dove decidiamo di fare una passeggiata.

Il cielo si è rannuvolato, si è alzato il vento, così si cammina volentieri. Qui ci sono tanti sentieri littoranei immersi nella pineta.

L’ aria salmastra si appiccica sulla pelle, simo attorniati dai profumi della macchia mediterranea.

Una nave cisterna porta l’acqua sull’ isola. In estate quella dei pozzi non è sufficiente per i visitatori.

Nuovi cactus sui vecchi morti

La natura che si rigenera sull’ aspra isola, nuove infiorescenze di cactus fuoriescono dal terreno, dove è morta la vecchia pianta.

Così dovrebbe fare l’ uomo. Imparare a trasformarsi, in una sola vita o tra una vita e l’ altra.

Dopo aver fatto un bagno saltando alte onde e forti correnti, lasciamo con dispiacere le isole dedicate a Diomede.

A presto. Emilia

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