
(Questo è il bosco dove si fanno lezioni di yoga all’aperto, lontani gli uni dagli altri).
Cari lettori ed amici,
Questa mattina, 5 giugno, leggendo durante la prima colazione le notizie, scopro che è la giornata mondiale dedicata all’ambiente.

Di solito leggo il Corriere on line.
Oggi però decido di comprarlo cartaceo per approfondire l’ aspetto “green” della tesi di Elettra sull’ Economia circolare”.

Noto poi su FB un post di un caro amico, che si interroga sulla lezione impartita dai 3 mesi di chiusura per Coronavirus.
Ed eccomi qui con le mie riflessioni.
Spero che in tanti abbiano capito che bisognerebbe rallentare un poco i nostri ritmi e vivere a rilento in modo più naturale.
Stando a casa si inquina meno, facendo passeggiate nei boschi o nei campi si mantiene il fisico in forma.
Dedicare del tempo a riflettere nel silenzio, guardando le cose semplici, sarebbe una bella abitudine.
È così piacevole ammirare un panorama verde, oppure grigio e azzurro, magari con qualche striscia di neve in lontananza.

Rimanere tranquilli, in un posto isolato, lontano dalla folla.
Pensare all’ambiente e a quanto ci circonda.
Era proprio la ressa che si è cercato di evitare in questo periodo.
Le escursioni dovevano essere fatte vicino a casa, senza contatto con la gente.
Stare nella natura, quello si era permesso, quantomeno nella fase due.
C’ era allora chi passeggiava nei sentieri e chi andava in bicicletta in pianura. Il tutto senza assembramenti.

Una mia cara amica è andata addirittura a cercare un villaggio abbandonato in un bosco, pur di stare lontano dai contatti umani.

Queste sono le foto che mi hanno inviato.
Una strana sensazione.
Sono stati mesi trascorsi senza vedersi di persona, senza toccarsi, come se fossimo lontanissimi gli uni dagli altri, anche se eravamo magari vicini qualche isolato.
Solo foto, video, chat, gruppi in conferenza, Skype.
Il tutto per preservare la nostra salute e quella degli altri.
Quindi celebrate il giorno del pianeta, vuol dire anche occuparsi di altre persone, preoccuparsi per loro. Non solo piante e alberi, acqua e rocce, ma anche esseri umani.
Abbiamo coccolato di più cani, gatti e animali domestici. Anche loro fanno parte del pianeta da salvaguardare.
Non potendo uscire di casa spesso, bisognava organizzare gli spostamenti ed evitare gli sprechi.
Abbiamo imparato a farci bastare le provviste, a non sprecare cibo e a cucinare usando gli avanzi o svuotando la dispensa fino in fondo.
I vestiti si compravano solo in internet, quindi non si dovevano rovinare scarpe o abiti.
Quante cose sono state riciclate e rammendate durante il lockdown.
Venivano in mente i racconti dei nonni in tempo di guerra, quando tanti beni mancavano.
Anche gli oggetti inutili, che giacevano negli armadi da tempo, hanno ricoperto un ruolo nuovo.
Accantinamenti inutili, che sembravano occupare spazio e basta.
È necessario comprare, comprare e poi lasciare in un angolo?
Questi sono gli obiettivi del Millennio, i Millenium goals, che di solito si leggono su giornali e non si mettono i pratica.
Tutto questo è successo durante la primavera, eravamo immersi in una natura più bella che mai.
Non solo le acque dei laghi, dei fiumi e delle lagune erano più limpide, ma anche gli alberi e gli arbusti sembravano aver fatto più fiori.

Abbiamo imparato ad amare di più ciò che ci sta intorno?
Staremo più attenti a non distruggere e a non rovinare?
Coccoleremo di più i nostri simili o i nostri animali?
Ci siamo accorti di quanto il calore umano sia importante nel pianeta?
Forse abbiamo capito che ognuno di noi deve fare la sua parte per vivere più green, per un futuro migliore.
Tutti poi si chiedevano nei mesi scorsi, chiusi in casa, come avremmo trascorso le vacanze.
Continueremo ad ammassarci sulla spiaggia, o a stare in coda durante gli week end per andare verso le stesse e solite mete?
Oppure distribuiremo le nostre ferie in periodi diversi, privilegiando magari il mare nelle stagioni intermedie?

( questa è una cascina sull’argine del Po, vicino a Casalmaggiore).
Godremo della bellezza degli Appennini e della pianura con le balle di fieno, i prati fioriti e i rampicanti.
Anche le margherite sui muri vengono apprezzate quando si esce poco di casa.

Percorreremo ancora sentieri defilati?
Visiteremo località poco note e non distanti?
Questi potrebbero essere i luoghi delle prossime vacanze.
Sapremo godere del verde delle nostre zone da vicino?
Questo sarà un modo più ecologico di vivere il nostro pianeta, poco a poco

Magari si potrà scegliere un albergo così per le prossime vacanze

Una casa sull’albero, come quelle nella foresta dell’Ile de France, progettata dall’Atelier Lavit
https://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/progetti/casa-albero-origin-tree-house-070
Nella calma di questi mesi abbiamo imparato ad osservare di più la luce, i suoi cambiamenti nel corso della giornata, o tra una settimana e l’ altra.
Si è fatta più attenzione al suono del vento, delle foglie, del treno lontano.
Circolavano meno auto e quindi i rumori erano più nitidi, meno confusi o sovrapposti.

Anche i fiori di un umile cortile diventavano un’ opera d’ arte in questo periodo…
Riusciremo, quando inizierà la vita normale, ad apprezzare ancora queste piccole e semplici cose?
Ci ricorderemo dell’importanza del verde e dei colori della natura?

Oppure riprenderemo a fare le code e a spostarci in massa, tutti negli stessi orari e negli stessi giorni anche quando non ce n’ è bisogno?
Vedremo….
Leggeremo forse questo articolo tra qualche anno e saremo sorpresi delle risposte.
A presto
Emilia
