Lago e vette

Cari lettori ed amici,

Dopo tanti mesi chiusi in casa abbiamo deciso di concederci un mini svago.

Il meteo non era malissimo, quindi una gitarella senza troppi contatti umani si poteva fare.

Usciamo dall’autostrada a Peschiera Borromeo e ci fermiamo come prima tappa a Lazise.

Scopriamo essere il comune più antico d’ Italia. Nel 983 gli abitanti chiesero all’ imperatore Ottone II la possibilità di fortificare il Castrum.

https://it.wikipedia.org/wiki/Lazise

Le fortificazioni in riva al lago sono bellissime.

L’ antica porta.

Il bassorilievo del leone ricorda la dominazione della Serenissima.

Stradine con case colorate costeggiano le mura.

Un’ antica dimora è stata costruita con i pieds dans l’ eau.

Il tempo è bellissimo, il lago è color verde smeraldino. L’ acqua è limpidissima.

Al largo ci sono poche barche, perché con la chiusura delle frontiere i turisti non sono ancora tantissimi

Ricorda il balcone di Giulietta della vicina Verona. Romeo avrebbe dovuto raggiungerla in banca però.

Le vecchie case, costruite con la pietra chiara locale, anche se semplici, hanno molto fascino qui.

I nomi delle barche dei pescatori ormeggiate nell’ antico porticciolo sono curiosi.

La luce di giugno risplende sulla pietra bianca del Veneto.

Il pavimento ad onde del lungo lago è divertente, quasi fosse una Copa Cabana italiana.

Fa piacere vedere che in uno dei comuni più visitati d’ Italia il turismo sta pian pianino riprendendo dopo il Covid.

Mettendo la monetina si possono vedere le montagne e i paesi della riva bresciana.

L’antico palazzo della dogana oggi è occupato per un evento.

Il monumento ai caduti è costruito con la pietra del Carso.

Proseguiamo lungo la strada litoranea verso Punta San Vigilio.

Lo ricordavo come uno dei luoghi più belli d’ Italia e lo è sempre.

La locanda dove si puo’ dormire è ancora chiusa, però si può andare in spiaggia e passeggiare per le stradine.

All’ingresso ci accolgono queste originali padrone di casa.

La rustica villa dei proprietari, i Guarienti di Brenzone, è a picco sul lago.

Giochi di ombre rendono ancora più affascinante il silenzio del luogo.

A destra c’ è una limonaia il cui tetto è crollato e questo conferisce al posto ancora piu’ fascino

Stile veneziano in campagna.

In fondo una statua di Venere commemora la bellezza dei luoghi.

Siamo in riva al lago.

La locanda, anora senza ospiti, si affaccia su questa incantevole piazzetta.

Le fronde di un gigantesco albero ne ricoprono il perimetro.

Dei piccoli di rondine aspettano il cibo dalla mamma in un nido un nascosto.

La luce del lago è accecante.

L’ acqua è sempre verdissima.

Lungo il porticciolo si affacciano gli antichi edifici. Il vecchio intonaco chiaro è molto luminoso.

Dopo aver attraccato, qui si può mangiare un boccone sotto gli alberi a bordo acqua.

Barche stupende, tutte lustre navigano di nuovo dopo la quarantena.

Un buffo pedalò è ormeggiato ad un vecchio pergolato.

Il parco è pieno di lussureggianti ulivi.

Un filare di cipressi ci accompagna all’uscita.

Proseguiamo verso nord. Il lago si stringe, le montagne sono altissime con forme molto particolari. In alto si intravvede ancora qualche nevaio. I paesi sono più piccoli, le case, dopo Torri di Benaco, sono più semplici. La strada corre lungo una stretta striscia di terra tra i monti e l’acqua.

Qui c’ è molto vento e molti ne approfittano per fare surf o kite surf.

Il paesaggio è diventato più aspro, ma è molto affascinante. Gole, orridi, prati sotto le cime e paesini abbarbicati si vedono sul lato bresciano.

Arriviamo in Trentino, abbiamo voglia di prati. Così ci dirigiamo verso le terme di Comano, nella valle del fiume Sarca. Tra boschi, bei borghi, valli e torrenti ci dirigiamo verso Pinzolo e Madonna di Campiglio.

Le Dolomiti del Brenta sono favolose.

Le ragazze sono felici di correre nei prati fioriti.

Ci sono nuvole sui ghiacciai, davanti a Madonna di Campiglio.

Raggiungiamo Campo Carlo Magno.

Avevamo dormito anni fa in questo hotel in stile Liberty che si trova sulle piste in inverno e tra le buche del golf in estate.

È ancora chiuso. La stagione estiva sembra non essere ancora iniziata.

I prati hanno fiori stupendi, Allegra si diverte a fotografarli per il suo Erbario digitale, che su Instagram si chiama appunto Fiori Allegri.

I Ranuncoli selvatici sono sempre stati la mia passione.

Qui c’ è un’ esercitazione del soccorso alpino.

Atterra l’ elicottero riempiendoci di polvere.

Proseguiamo per Folgarida, Dimaro, Male’, Cles. Percorriamo la Val di Sole e poi la Val di Non, tra meleti, antichi paesi e castelli arroccati.

La nostra meta per la notte è Lasino sotto il Monte Bondone.

A presto

Emilia

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