
Cari amici e lettori,
Qualche giorno fa, il 27 di maggio, abbiamo festeggiato le nostre nozze d’ argento.
Sono stati 25 anni passati in un attimo.
Le ragazze hanno preparato per l’occasione una crostata ” Silver” , decorata con il simbolo chimico dell’argento Ag.
È stato molto divertente.
Il giorno successivo si decide di prendere una pausa dai soliti “ritmi lockdown”.
Non c’ erano impegni alla scrivania, visto che lavorare in periodo Covid è complicato e tutto va molto a rilento.
I ragazzi potevano seguire le lezioni online anche in auto, con la cuffia e l’ applicazione Zoom.
Siamo ancora nella fase 2 della chiusura per il Coronavirus e non si può lasciare la regione.
Ne approfittiamo così per fare una gita sui laghi lombardi.
Ci ritroviamo sulla via per Bellagio.
È una bella giornata di fine maggio con il cielo limpido.
Lungo la strada che costeggia il lago non c’ è nessuno.
È una strana primavera, senza turisti.
Ci fermiamo a Lezzeno, dove incontriamo, tra la strada e il lago, il museo di Eugenio Molinari.
Campione nelle gare su motoscafo è stato definito “l’ uomo più veloce del mondo in acque libere”.
Costruttore di barche fin dall’età di 14 anni, ha vinto numerosi record assoluti sull’acqua.

La vista dal cantiere è spettacolare.
Pensate ad un luogo di lavoro come questo.

http://www.eugeniomolinari.it/default5f00.html?pag=4&idg=145
Sul lago non c’ è nessuno.
Le acque sono piatte e silenziose.
Solo il traghetto con poche auto si muove in lontananza.
Qui è la vista dalla passeggiata del lungo lago di Bellagio verso nord

Non ci sono turisti.
Solo qualche residente cammina per strada, gli impiegati di banca o i commercianti.
Questa è la vista verso sud, in direzione Como.

Gli operai lavorano per sistemare i bagni privati del Lido.

Incrociamo una coppia di africani in costume tradizionale, lui con una tunica d’ oro e lei statuaria con un turbante rosa a fiorellini in testa.
Sembrano usciti da un sogno.

Passiamo davanti al Kennedy Memorial, opera dell’architetto comasco Attilio Terragni.
È stata inaugurata nell’estate del 2019, per ricordare il breve soggiorno del presidente sul lago nel 1963, poco prima di morire.

All’ interno delle lastre metalliche c’ è una foto blu di John Fritgerald Kennedy e una sua frase vi è stata incisa.
” When power leads man to arrogance, poetry remind him of his limits.When power simplifies the area of human knowledge, poetry reminds man of the richness and diversity of existence.When power corrupts, poetry purifies”.
Questo idealismo purtroppo gli costò la vita.

In sintesi un giornalista locale ha scritto:
“Quando il potere spinge l’uomo all’arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti”.
Un piccolo esercizio di poesia, un modo per ricordare, ma anche per riflettere.

Il vecchio albergo abbandonato, soffocato da una natura lussureggiante è molto affascinante.

Non c’ è nessuna barca in vista e nessuno attracca a riva alle due del pomeriggio.

Sotto il pergolato con il glicine si intravvede la penisola di Lenno con Villa Balbianello.

Negozi e bar sono chiusi. Nessuno cammina sotto i portici.

Il grand hotel Villa Serbelloni, uno dei più belli del lago, è ancora chiuso.

Questo è il parco della Fondazione Rockfeller, dove possono soggiornare artisti e studiosi per sviluppare progetti davanti al lago.

Si dice che qui, dove si vedono i tre rami del lago, avesse costruito una villa in epoca romana, Plinio il Giovane.
Poi nel 1400 Marchesino Stanga vi edifico’ una dimora.
Alla fine del 1700 il proprietario era incece Alessandro Serbelloni, grande appassionato di botanica. Egli vi fece progettare un magnifico giardino con 18 km di vialetti e sentieri, che ora è visitabile.
https://www.rockefellerfoundation.org/bellagio-center/
Attraversiamo il promontorio a piedi lungo un vicoletto tra muri di pietra.

Per un attimo abbiamo tolto le mascherine.

Si sente profumo di gelsomino ovunque.

Arriviamo nel villaggio di pescatori di Pescallo.
È un luogo speciale per la coppia Silver.
Venivamo qui nei primi anni novanta a mangiare sulla terrazza in riva al lago dell’hotel ristorante la Pergola.
Passavamo da Tremezzo, dovprci imbarcavamop sul traghetto a piedi fino a Bellagio.
Poi di corsa ci dirigevano lungo i sentieri fino all’altra sponda, nella speranza che ci avessero tenuto uno dei tavolini vicini all’acqua.
Arrivavamo sempre in ritardo e trafelati.

Le viuzze si snodano tra fiori, profumi e colori.

Qui le ragazze si fotografano l’ un l’ altra.

Camminiamo tra vecchi portoni e piante rampicanti, sembra di essere nella nostra Velate.

Alcune case di ringhiera in riva al lago sono state trasformate in Guest House.

Pescallo si affaccia sul ramo del lago di Lecco.
Chicco ed Alcinoo si riposano sulla panchina.

La terrazza dell’hotel La Pergola è vuota, in attesa di aprire per i turisti che arriveranno.

I giardini, le terrazze e gli alberi alti sono a bordo lago.

Cancelli e ringhiere dividono le proprietà.

Poche barche sono ormeggiate, nessuno naviga, come se si avesse paura anche del contagio dell’acqua.
Ci spostiamo verso Lecco. Qui la strada è più dritta e veloce.
Il cielo si è rannuvolato e il paesaggio è ancora più affascinante.
Questo punto panoramico è in centro città. Il lago si vede per il lungo.
Le quinte delle montagne danno uno strano senso di profondità.

Sono spesso affascinata dalle grandi sculture e dai monumenti ai caduti che sono molto evocativi.
Questo è imponente e quasi si rispecchia nell’acqua.

Da qui traeva ispirazione il Manzoni per i paesaggi di Renzo e Lucia

La giornata è finita torniamo a casa a mangiare la Silver cake.

A presto
Emilia