
Cari amici e lettori,
Qualche giorno fa ho aperto la mia pagina Facebook e ho trovato questa bellissima poesia recitata da Roberto Rasia dal Polo.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219935732756602&id=1020501066
Roberto, un caro amico d’ infanzia, giornalista e esperto di comunicazione, durante il periodo di quarantena regala on line la recitazione di poesie.
http://m.robertorasia.it/1/Home_1591546.html
Io conosco Roberto anche come attore, mi piace il suo stile e il suo sorriso espressivo e vibrante.
La rubrica, La bellezza delle parole, è molto piacevole e interessante
Dopo aver visto su Facebook i video con i versi di Eugenio Montale, di Jacques Prevert e di altri poeti famosi, mi è apparsa questa poesia di Sergio Meschi.
Io ho già scritto sul mio blog a proposito del silenzio, della tranquillità e dell’intimità riscoperti durante questo triste periodo di confinamento.
Le parole di Meschi ce li ricordano in modo romantico e malinconico.
Silenzio
È tempo di riscoprire il silenzio,
che accompagna lunghe giornate
trascorse in dimore spesso rifuggite.
Il silenzio che,
per le nostre paure,
diventa rumore assordante.
Il silenzio che ci costringe a pensare,
a metterci in discussione.
Più che inni,
più che balli,
più che canti
potrà il silenzio.
Perché è solo attraverso l’irreale assenza del quotidiano rumore,
che ci avvolge e protegge
impedendoci di chiederci chi davvero siamo,
che troveremo di nuovo la nostra dimensione di creature dotate di una meravigliosa fragilità.
Sergio Meschi
La meravigliosa fragilità è un concetto splendido.
Una contrapposizione inaspettata.
Non dobbiamo aver paura delle nostre defaillances, dei momenti di tristezza. Anzi bisognerebbe coccolarli come unici.
E poi una volta compresi e elaborati, usarli, come io dico sempre, da “trampolino” per una nuova felicità.
Qui di seguito vi lascio le parole che mi ha inviato Sergio Meschi a proposito del suo rapporto con la poesia.
“Per me la Poesia è legata ad un momento di urgenza improvvisa di trasferire su di un foglio uno stato d’animo che, altrimenti, rischierebbe di sopraffarmi.
Scrivo di getto, a qualunque ora, spesso nelle tarde ore serali, cercando di lasciar fluire liberamente le parole.
Fino ad oggi non ho mai condiviso questa mia passione vuoi per “gelosia” vuoi per “insicurezza” ma penso che, come ogni altra forma d’arte, tenerla nascosta sia in fondo un errore perché la condivisione è alla base di ogni esperienza culturale, che si tratti di un dipinto, di un componimento musicale o di un viaggio.
La condivisione porta alla contaminazione, le parole di “Silenzio” contaminate dalla recitazione di Roberto acquistano una forza diversa da quella che avrebbero avuto rimanendo su di un foglio chiuso in un cassetto”.
Lo ringrazio molto per avermele inviate
Ho scoperto che siamo in tanti ad amare la poesia, le riflessioni interiori e ad avere piacere di condividerle, sopratutto ora che abbiamo più tempo da trascorrere con noi stessi.
Si diventa così, a distanza, compagni di questo viaggio interno.

Le foto sono state scattate al tramonto a Ranco, vicino ad Angera sulle rive del lago Maggiore.
Le spiagge erano chiuse in periodo di Coronavirus, si poteva solo camminare ma non sostare.
Il silenzio regnava sovrano.
A presto
Emilia
