
Cari lettori e amici,
Oggi 30 aprile siamo alla fine della chiusura totale.
Da lunedì 4 maggio dovremmo poter uscire un pochino di più.
Il silenzio magnifico, anche se triste, durato due mesi finirà.
Ho realizzato in queste settimane quanto io abbia bisogno di vivere nel verde, attorniata da alberi e fiori.
Nei giorni normali, potevo bighellonare tra prati e boschi solo nelle ore libere.
Durante il periodo di quarantena il mio spazio verde era circoscritto, ma avevo modo di goderlo per più tempo.

Guardate le ragazze colorate che spuntano da un giardino verticale.
Nelle giornate di brutto tempo si guardava la giungla dalla finestra

Oppure si fotografavano le gocce con il macro

Non voglio prendermi il merito di queste belle immagini.

Il verde totale è opera di Elettra.
Invece i fiori colorati sono di Allegra

Gli Iris sono ormai sfioriti, ma qualche giorno fa si presentavano cosi.

Questi sono pistilli di Rododendro.

Fiorellini gialli della Kerria.

I petali bianchi di Choisya qui quasi non si riconoscono.

I soffioni del Solidago sono i nemici del nostro prato, li strappiamo non appena ne scorgiamo uno.
Come si può non rimanere incantati da queste meraviglie.
Anche in inverno quando le piante sono spoglie, riusciamo a godere della natura circostante.
A primavera i colori sono più appariscenti.
E se non vivessi in mezzo al verde, sfoglierei libri di boschi e giardini e guarderei foto di parchi.
Lo spettacolo verde mi rigenera.
Mi è venuta in mente questa storia, che mi raccontava nonna Milly.
Papà Stefano aveva avuto un brutto incidente in moto, così io ero partita per una vacanza in montagna con zia Anna e la nonna.
La mia omonima progenitrice mi aveva regalato il libro, Storie di bambini molto antichi, di Laura Orvieto.
Si tratta di una raccolta di storie che non ho più, ma che per fortuna è stata ripubblicata.
https://www.radicelabirinto.it/storie-di-bambini-molto-antichi/
Si parlava di bambini della mitologia greca, descritti in modo semplice e divertente per piccoli lettori.
Ho ripensato alla storia di Proserpina che era stata rapita da Plutone e doveva vivere parte dell’anno sotto terra.
Cerere, Diana, la dea della caccia e delle messi, la consola dicendole che, anche sotto la superficie, si può essere contenti perché ci sono tante cose da osservare.
Chiusi in Quarantena avevamo uno spazio disponibile più luminoso di quello di Proserpina.
Molti hanno fatto tesoro di questa calma forzata per conoscere meglio tante cose all’interno delle mura o dei cortili.
I fiori, le foglie, i fili d’ erba erano più belli che mai per chi li aveva vicino.
Chi si trovava tra case e palazzi aveva comunque vecchi libri da sfogliare, storie mai lette, vestiti non indossati o oggetti mai usati da riscoprire.
Così questi due mesi sono volati in un batter d’ occhio.
Tante cose a cui nessuno aveva più pensato sono state rivalutate.
Si sono fatti progetti per il futuro e si è preso coscenza delle nostre vere priorità.

A presto
Emilia