
Cari amici e lettori,
Tra i propositi di inizio anno io menziono spesso il riordino della soffitta.
Ora, dopo quasi due mesi di clausura domestica per il Covid 19, abbiamo pensato di provare a mettere in pratica quest’idea.
Le ragazze sono salite in soffitta e hanno iniziato a guardare cosa fosse veramente inutile.
In quell’antro buio hanno trovato tanti vecchi libri di scuola.
La nostra mansarda ha delle aperture nel tetto così è abitata da animali di ogni tipo.
I ghiri vi scorrazzano di notte, le vespe vi fanno i nidi, i gatti ci vanno a dormire.
Così ogni cosa che viene lì stivata, non si sa che destino avrà.
I libri avevano ormai la copertina accartocciata e così si è deciso che non fosse più interessante conservarli.
Fotocopie, depliant, opuscoli pubblicitari hanno fatto allora la fine del cestino.

Invece i quaderni, specialmente quelli di prima elementare, sono stati in parte conservati.

Quanto sudore, quanta fatica per ricopiare queste semplici parole.
Nessuno si era accordo per 18 mesi che qualcosa non andava.
Poi finalmente è arrivata la diagnosi. Così qualche aiutino ha fatto volare il piccolo scolaro fino al corso di laurea specialistica.
È bello rivedere i vecchi lavoretti, le cartellette variopinte, la fantasia libera dei bimbi.

La rappresentazione della loro vita da piccoli era stupenda.

In casa si gioca con il gatto, in giardino si va in bicicletta.
Le lodi della maestra davano una grande soddisfazione.
Che gioia rileggere ora i pensierini ed i temi in cui si chiedeva di rappresentare “la tua persona stella”.
Le descrizioni dei nonni, o della miglior amica sono tenerissime
Quando dovevano parlare di loro stessi, dei propri pregi o dei difetti, il discorso si faceva più complicato.
Spesso i lati positivi e i negativi sono rimasti eguali con il trascorrere del tempo.
Chi lo avrebbe pensato.
Ogni occasione era buona per trovare un argomento su cui sfogare la fantasia.

Il carnevale con le sue maschere, le stelle filanti e i coriandoli si festeggiava sempre.
Appena possibile si andava al lago.

Qui ranocchie, fiori e canneti ne fanno affiorare il ricordo.
Spesso leggevo loro le fiabe dei fratelli Grimm.
Le mie amiche della scuola Waldorf (pedagogia di Rudolf Steiner) mi segnalavano quelle più indicate, a seconda delle circostanze, dei problemi dei bimbi o della fase d’ infanzia che stavano attraversando.

Poi c’erano i libri in inglese, francese, tedesco o russo, di cui io avevo creato una piccola biblioteca.
La carta colorata si usava spesso: per le mascherine di carnevale, per la caccia alle uova, i compleanni, Halloween, Natale e in molte altre.
È vero, casa nostra era sempre in festa.
I quaderni, i disegni e i lavoretti ritrovati nel periodo di quarantena ce lo hanno ricordato.
A presto
Emilia