Viaggio interno

Cari lettori ed amici,

In questi giorni di chiusura a casa per il Covid 19, mi hanno chiesto collaborare ad un progetto degli alunni dell’ università Bicocca, per i sistemi di sviluppo territoriale.

Il titolo era: “come migliorare il turismo nella provincia di Bergamo dopo il periodo della chiusura per il Coronavirus”.

Si tratta di preparare dei questionari per indagare come gli abitanti percepiscono i siti di interesse culturale della loro zona, al fine di trovare delle soluzioni per il futuro.

Durante tutta la nostra pacifica vita siamo stati abituati a fare vacanze lontane, al mare, in montagna o in esotiche città.

Ora dovremo prevedere, invece, gite vicine.

A febbraio 2020 ci siamo incontrate tra amiche per programmare il tour estivo.

Stavamo pensando di andare a San Pietroburgo in auto, passando per Slovacchia, Polonia e Repubbliche Baltiche, ritornando poi attraversando la Bielorussia. Facevamo previsioni dei tempi per i visti e contavano i kilometri delle tappe.

Per il momento non possiamo neanche spostarci liberamente nel proprio comune.

Che scherzo del destino….

Questo può diventare un’ opportunità per conoscere meglio ciò che dista da noi solo pochi kilometri.

Seduti sulle chaises longues sognamo i luoghi da visitare nel 2021.

Il mio orizzonte per ora è il giardino.

Fotografo sempre gli stessi angoli.

Creo delle quinte tra le piante e riprendo i dettagli per dare un po’ di movimento.

Pubblico poi le foto sui social e le amiche, anche loro confinate, commentano dando grande importanza a queste semplici immagini.

Ho messo a posto una rivetta scoscesa, così posso camminare nel piccolo bosco prima impraticabile.

In tal modo ho ampliato la mia visuale.

Qui gli alberi sono altissimi.

Guardo in alto e i miei occhi spaziano.

L’anno scorso sono venuti i tree climbers a potare i rami più sporgenti, come suggeriva il vicino confinante.

Però dopo 12 mesi le foglie sono più rigogliose che mai.

Una Magnolia fa da sfondo alla Spirea.

La mia migliore amica mi aveva consigliato, ad inizio marzo, di tenere un diario della Quarantena.

Queste foto vogliono essere un racconto dei pensieri, delle riflessioni e degli stati d’ animo.

Guardiamo ora ciò che è piccolo piccolo e che prima ci sfuggiva.

Ogni dettaglio intorno a noi diventa speciale.

Quando eravamo bambini c’ era chi sognava di fare l’ astronauta.

In questo periodo siamo rinchiusi in posti più o meno angusti, quasi in delle grandi astronavi ed è come se viaggiassimo nello spazio – tempo da casa, senza poter uscire.

Questo tipo di spostamento virtuale o con il ricordo viene considerato poco, quando si è liberi di muoversi.

Le vecchie foto, i racconti dell’infanzia o dei nonni sono diventati ora più interessanti.

Mancava la calma di fare tante cose e di riflettere prima di marzo.

Si correva tra l’ ufficio, i banchi di scuola o di università, le palestre, i campi di atletica, le fabbriche dei clienti.

Vedevamo una mostra o un museo ogni mese ed anche più di una.

Nei fine settimana c’ erano sempre gite. I confini si passavano spesso.

Ora i limiti da superare sono quelli della memoria e degli affetti.

Non abbiamo più scuse per dire non faccio questo o quello, perché non ho tempo.

Possiamo scavare dentro di noi per capire se siamo felici, se la nostra vita ci soddisfa e se le persone che ci stanno accanto sono appropriate.

Quindi scrivo nel mio diario che questo lungo “confinement”, come dicono i francesi, è stato proficuo.

A presto

Emilia

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