Cari lettori,
Durante il nostro Gran Tour Appenninico di agosto 2021, lasciamo le lunghe spiagge della Basilicata, Policoro, i fiumi Agri e Sinni per raggiungere la parte ionica della Calabria.
Costeggiamo verso sud i monti della Sila dove tra il mare e monti ci sono belle pianure come quella di Sibari con le sue rovine archeologiche.
Ci fermiamo a Punta Alice, dove la spiaggia è molto grande e sul far della sera i turisti si sono diradati.
Tra il mare e le montagne si stendono i vigneti del famoso vino di Cirò.
Il paesaggio è selvaggio e l’ atmosfera è romantica.
Nel corso del 1700 qui si svolgeva la fiera di Santa Croce, oggi durante la festa patronale viene portata la statua di San Cataldo nella chiesetta.
Il cielo si tinge di arancione, il piazzale si riempie di coppie di sposi. Alcuni fanno qui la festa, altri vengono solo per le foto.
Durante il nostro tour abbiamo visto tante cerimonie con le ragazze in bianco. È estate e poi dopo le limitazioni per il Covid si è finalmente un poco più liberi per festeggiare.
Proseguiamo per Crucoli, un antico borgo in montagna. Qui ci aspetta una vecchia casa in pietra per il pernottamento. È ormai buio, il paese è quasi vuoto. Un abitante un poco originale ha apparecchiato la tavola in un vicolo davanti alla sua cucina. Ha messo la musica ad alto volume e ci ha chiesto di cenare con lui.
Abbiamo declinato l’ invito, ma sarebbe stata un’ interessante opportunità per scoprire come si vive da queste parti.
Nella casa tutto è molto semplice e spartano. Ci sono vecchi mobili che ci riportano indietro alle case di campagna di un tempo.
Alla mattina scopriamo che la vista sulla costa è molto bella, boschi, fiori, vigneti e campi coltivati arrivano fino al mare.
Ci fermiamo a Capo Colonna.
In questo punto termina il golfo di Taranto, ci troviamo vicino a Crotone.
Qui passarono gli antichi greci che vi edificarono il tempio dedicato a Hera Lacinia. Era composto da 48 colonne con capitelli dorici.
Vicino è tracciata una via sacra e ci sono i resti di antichi edifici.
Tito Livio racconta che un tempo si stendevano ricchi e verdi pascoli.
Anticamente trovavano ristoro mercanti e naviganti.

Il parco archeologico è molto ordinato e ben tenuto, pannelli raccontano la storia dei reperti.
Lasciamo questo litorale selvaggio e ci dirigiamo verso l’ affollato Capo Rizzuto.

Dopo un bagno alle spiagge di Catanzaro, lasciamo la costa ionica per la Tirrenica, perché ci aspettano a Tropea.
A presto
Emilia









