
Cari amici e lettori,
In queste giornate monotone gli spostamenti sono ridotti allo stretto necesario. Siamo confinati in Lombardia zona rossa per il Corinavirus.
Si sentono sirene e si vedono ambulanze.
Ripenso al mio motto, ” anche vivere è un’arte”.
Arte nel trovare anche la felicità nelle condizioni avverse.
Ma come riuscire a essere sereni quando ci sono tante limitazioni?
Come si fa ad essere positivi quando le nostre abitudini sono stravolte?

Bisogna cambiare il modo di vedere le cose.
Ripensare la nostra vita ogni giorno.
Prima del lockdown si correva in lungo e in largo. Ora dobbiamo stare fermi o quanto meno muoverci meno.
Abbiamo tanto tempo per riflettere su cosa ci piacerebbe fare, cosa vorremmo avere e cosa ci manca veramente.
Tante abitudini che si davano per scontate ora non lo sono più.

Anche fare la spesa non è più una monotona routine, ma un motivo autorizzato per uscire.
Poter bighellonare tra uno scaffale e l’ altro del supermercato è diventata una piacevole opportunità per uscire di casa.
Attorno a noi ci sono tanti boschi e sentieri, così possiamo passeggiare senza incontrare troppe persone.
I colori dell’autunno sono meravigliosi e questo allieta le mini escursioni.

Per sentirmi meno triste ho pensato di arricchire le giornate non solo con cose piacevoli, ma anche con esperienze speciali.
Mi chiederete come si possono fare cose straordinarie in mezzo a tutte queste restrizioni.
La soluzione è considerare esperienze fuori dal comune anche quelle più banali, ma che non si facevano di solito.
Mettersi in marcia con azioni non usuali, iniziando magari da compiti che si erano sempre trascurati per mancanza di tempo.
Quando si è liberi e si può andare lontano non si vedono le possibilità vicine.
Ad esempio una vecchia finestra ricoperta da foglie rosse di vite rampicante diventa un pizzo naturale.
Oppure il portone di una fabbrica abbandonata con macchie di ruggine si trasforma in arte informale.
Quante cose belle erano sotto i nostri occhi e non si vedevano. Si correva sempre e dettagli semplici sfuggivano.

Per non parlare delle amicizie.
Non si trovava mai l’ occasione per una telefonata e sembrava di non aver mai tempo per farla.
C’era sempre il timore di disturbare gli altri, che si pensava essere sicuramente presi come noi.
Ora invece siamo in tanti a riposo forzato, quindi due parole scambiate a voce con una cara amica diventano preziose. Si trasformano nell’evento speciale della giornata.

Un ciclamino che spunta fuori stagione tra le foglie secche dei boschi ci riempie di grande gioia. In passato non l’ avremmo forse notato durante una passeggiata frettolosa.
Quindi alzarsi la mattina e chiedersi cosa farò di speciale oggi è una molla che da slancio per affrontare la monotonia del periodo Covid
A presto
Emilia
Belle immagini Emilia. Sei riuscita a fotografare l’autunno!
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Grazie per il bel commento. Tu hai un profilo bello e interessante. Hai viaggiato con grande curiosità
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