Riga antica

Cari lettori ed amici,

Dopo una giornata impegnativa per l’attraversamento della Lituania in lungo e in largo, arriviamo a Riga, capitale della Lettonia in tarda serata.

L’ ingresso in città di notte è molto suggestivo.

Passiamo sul ponte che attraversa il fiume Daugava.

I palazzi moderni e la ruota panoramica sono illuminati sulla riva sinistra, sulla riva destra si vede il vialone con gli edifici antichi.

Non c’ è nessuno ad aspettarci per la consegna delle chiavi di casa.

Dobbiamo andare in un hotel, nel quartiere Liberty a prenderle.

Si aggiungono così altri chilometri ed altra fatica.

Come raggiungiamo il nostro appartamento, nel centro storico, ci sentiamo finalmente rilassati.

Possiamo scendere a piedi fino alla piazza della cattedrale. Nonostante sia quasi mezzanotte non resistiamo a fare un giro notturno per le stradine e i vicoli.

L’ atmosfera è spledida, proprio come ci aspettavamo.

La città è bellissima, vivace ed interessante.

La mattina mi alzo presto e vado a comprare il pane.

C’ è un bel sole e nessuno cammina per strada

Queste case si trovano sotto il nostro appartamento.

Alcune erano antichi depositi di merci vicino al porto fluviale, altre semplici abitazioni.

Si può salire sul campanile della cattedrale per ammirare il panorama.

I palazzi liberty sono mescolati a quelli antichi, medievali, rinascimentali o barocchi.

Questo fregio si trova sopra il portone del negozio di un antiquario ed è molto bello.

Le alte canne fumarie sopra i tetti diventano anche loro un motivo decorativo.

Si può percepire il forte legame, più o meno ben voluto, con la cultura russa.

Questa iscrizione si trova all’angolo del centro culturale russo.

Abbiamo trovato molte persone che parlano la lingua russa in Lettonia.

Noi, famiglia di buffi poliglotti, con una lingua o con l’ altra cercavamo di cavarcela in ogni occasione.

Il palazzo rosso, chiamato delle Teste nere, di origine medievale è il più visitato della città.

Lo hanno completamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, perché distrutto dalle armate sovietiche.

Un tempo era la sede delle corporazioni cittadine.

Il campanile della cattedrale di san Pietro è uno dei più alti d’Europa, 123 metri, in stile gotico baltico.

Qui, a ridosso di un bar, si trova un pezzo delle antiche mura.

Un antico torrione si intravvede tra le case del novecento.

Il monumento alla libertà è stato inaugurato nel 1935 per commemorare l’ indipendenza dalla Russia degli zar, ottenuta nel 1920.

Durante la prima Repubblica Lettone, tra le due guerre mondiali, si pensò a commissionare una statua per sostituire quella equestre di Pietro il grande.

Quando si trovarono i fondi privati per costruirla, ci vollero poi 300.000 ore di lavoro per ultimarlo.

Durante l’ occupazione sovietica il monumento rischiò più volte di venire abbattuto.

Per fortuna una influente scultrice russa ne sottolineò il grande valore artistico e la distruzione fu evitata.

L’ antico fossato della città si trova ora in un parco dove si può andare in barchetta.

Accanto ad un torrione medievale sulla facciata di una vecchia casa compaiono gli stemmi colorati delle città del paese.

Questo è l’ ingresso ben conservato di un palazzo liberty. La scritta salve in latino accoglie i visitatori.

Passeggiamo per gli stretti vicoli del centro storico.

Questa è la porta svedese costruita nel 1600 durante il periodo della dominazione svedese.

Ci imbattiamo nel cavalletto di un pittore di strada.

La pavimentazione in porfido fa pensare a quando passavano di qui le carrozze.

Qualche piazzetta è stata chiusa per ospitare pittoreschi baretti.

Queste tre antiche case sono le più famose della città.

Si chiamano i tre fratelli perché sono vicine ed hanno quasi la stessa altezza.

Sono state costruite però in epoche diverse. L’ edificio al civico 17 della via Maza Pils iela è il più antico, costruito nel 1400, in stile rinascimentale.

Quello centrale al civico 10 risale al 1646 e ha subito l’ influenza del Manierismo olandese.

La casa al civico 21 e’ in stile barocco, all’interno risiede il Museo lettone di architettura.

Un signore con il trombone che stazionava in questa via, ha chiesto ai tre ragazzi del nostro gruppo di che nazionalità fossero.

Quando ha sentito che erano italiani ha intonato il nostro inno nazionale.

Noi, che non avevamo assistito alla scena, sentiamo suonare Fratelli d’ Italia per le stradine del centro storico e ne rimaniamo piacevolmente stupiti.

Era una strana sensazione divertita.

Questa casetta con il tetto a punta sembra uscita da una fiaba nordica.

Il palazzo in mattoni in stile tardo gotico ricorda quelli di Lubecca e delle altre città anseatiche.

Le facciate vuote sono decorate con colorati murales.

Ho comprato il pane in questa antica panetteria.

Mi compare davanti il campanile della Cattedrale cattolica di San Giacomo.

Lasciamo la casa per raggiungere in auto il quartiere liberty di Elizabetes Iela.

A presto

Emilia

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