Krakow

Cari lettori ed amici,

Dopo aver lasciato la Repubblica Ceca, ci siamo diretti verso Cracovia.

Arriviamo alla sera molto stanchi.

All’ingresso della città ci troviamo davanti il maestoso castello del Wavel, residenza rinascimentale dei re di Polonia.

L’ edificio è illuminato e davanti si trova una ruota panoramica.

Dopo aver mangiato un piatto veloce nell’appartamento che abbiamo preso in affitto, vogliamo vedere il centro storico illuminato.

Mi è stato raccontato che qui abitualmente i turisti sono moltissimi e quasi non si riesce a camminare nella piazza principale la Rynek Glowny.

A causa del Coronavirus le persone i giro sono poche. Pioviggina e noi camminiamo con gli ombrelli.

L’ atmosfera è incantata. Sembra una città da fiaba.

Ha una forma quasi quadrata e misura 200 mt di lato. Si tratta della piazza medievale più grande d’ Europa.

Anticamente era usata come piazza del mercato

Qui in basso a sinistra si vede la torre del municipio e a destra l’ antico mercato dei tessuti.

Basilica di Santa Maria ha i campanili diversi l’ uno dall’altro.

Le carrozze che hanno nocchieri donna, sono illuminate in basso tra le ruote. Questo rende l’ atmosfera ancora più fiabesca.

Di giorno in questa galleria ci sono negozietti di souvenirs e artigianato.

Sulla piazza si affacciano begli alberghi e terrazze di ristoranti.

Il mercato del tessuto è stato costruito nel 1500 in stile rinascimentale da architetti italiani.

Ricostruito più volte dopo essere stato distrutto da incendi le arcate sono state aggiunte nel 1800.

L’ atmosfera è suggestiva soprattutto perché la piazza è quasi vuota.

La mattina quando ci svegliamo abbiamo questa vista dal balcone. Si tratta degli austeri palazzi dell’università.

Sul retro vediamo invece una fabbrica abbandonata dove ci sono locali e concerti.

In nostro appartamento all’interno è nuovo e confortevole, ma all’ esterno lo stile sovietico è grigio e triste.

Dopo la prima colazione ci dirigiamo verso il ghetto di Cracovia.

Molti palazzi sono stati distrutti durante la guerra. Pochi sono rimasti ed alcuni sono stati ricostruiti.

Questa è un’ antica farmacia.

Nella piazza principale è stata realizzata una speciale installazione con sedie in metallo. Si sono volute ricordare le persone che venivano ammassate qui per poi essere deportate dai Nazisti.

Il luogo è triste e anonimo.

Qualche palazzo ha ancora le decorazioni ante guerra sulle facciate.

Attorno a questo quartiere c’ è molto sviluppo, si ricostruisce molto. Si vedono le gru in lontananza.

Tutto intorno sorgono palazzi moderni.

Allegra con la faccia seri si aggira tra le sedie.

Passiamo a visitare la fabbrica di oggetti smaltati di Oskar Schindler oggi trasformata in museo.

Dal 1937 al 1944 qui si produceva pentolame prima e munizioni poi.

Oskar Schindler riuscì a salvare la vita a 1000 ebrei facendoli lavorare qui per aiutare lo sforzo bellico tedesco con la costruzione di armi.

Lo scrittore australiano Thomas Keneally ne scoprì per caso la storia e scrisse il romanzo Schindler List. Steven Spilberg ne fece un film, uscito nel 1993 che vinse 7 premi Oscar.

Nei locali della fabbrica c’ è il museo di arte moderna di Cracovia.

Qui si vede un’ installazione dedicata alle biciclette.

Il tetto del museo riprende le forme di quello del vecchio edificio industriale, trasformato e abbellito con nuovi vetri.

Questo pezzo di muro viene dai cantieri navali Lenin di Danzica, da cui era partita la rivolta di Solidarnosc nel 1980.

Si tratta di un pezzo di storia della nostra adolescenza, di cui i ragazzi di oggi non sanno quasi nulla.

Il capo della rivolta Lech Walesa aveva ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1983 ed è stato poi il presidente della Polonia dal 1990 al 1995.

Altro simbolo della Polonia di quegli anni è il stato Karol Wojtyla vescovo di Cracovia e poi Papa.

Accanto al museo c’ è una vecchia fabbrica di epoca sovietica. Edificio orribile e lugubre.

Pensate al freddo che doveva entrare da quelle lunghe finestre in inverno.

Un autobus è posteggiato nel museo Mocak.

Uscendo dalla città vicino al cimitero vediamo questo chiostro che vende fiori e lumini lungo la strada. Non doveva essere molto diverso 100 anni fa.

Il contrasto tra edifici medievali, rinascimentali, ottocentesci, sovietici e contemporanei crea un miscuglio culturale molto interessante.

È come se esperienze storiche contrastanti si siano qui stratificate.

Proseguiamo per Varsavia

A presto

Emilia

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