Birkenau

Cari amici e lettori,

Quando 20 anni fa una mia amica mi raccontò di essere stata ad Auschwitz ero rimasta sconcertata.

Avevo pensato che fosse una cosa tremenda andare a visitare un luogo così triste.

Poi, dopo aver ascoltato i racconti di amici e conoscenti, mi sono tranquillizzata e ho pensato che fosse possibile anche per me.

I miei familiari erano un po’ scettici, ma poi hanno pensato che potesse essere uno stop intetessante sulla strada per Cracovia.

Ci aspettavamo che fosse più reclamizzato per i turisti, invece no.

Sulla strada non c’ era quasi nessuna indicazione.

E’ un luogo riservato, che vuole che si rispetti il suo silenzio.

Noi siamo passati di qui nel tardo pomeriggio. Il cielo era grigio e d’ ogni tanto cadeva qualche goccia di pioggia.

I visitatori sono già partiti, il pullman di linea della città passa di qui, ma non scende nessuno.

Ci siamo solo noi e i custodi del campo.

Non abbiamo i biglietti d’ ingresso, ma ci lasciano entrare.

Abbiamo però quasi timore di calpestare questo suolo. Preferiamo guardalo dall’esterno.

L’ erba è verde, il clima è caldo.

L’ angoscia è tanta.

Pensare questo campo sotto la neve, gli internati affamati e sfiniti, la temperatura sotto zero, è terribile.

Se si inspira tra le baracche, si sente ancora il famoso odore agghiacciante.

Vedere questi binari e immaginare i vagoni che arrivavano qui carichi di famiglie provenienti da tutta Europa.

L’ organizzazione nazista era “perfetta”. Una logistica ineccepibile…

Tutto è disposto secondo geometrie regolari.

Le baracche costruite una accanto all’altra, sono ora restaurate. Sembra un lugubre campo militare.

I forni sono stati distrutti dai Nazisti, ne è rimasto solo il perimetro.

Il filo spinato tutto intorno è disposto in più filari sovrapposti, per creare un sistema di alta tensione impenetrabile.

Mi sono sentita liberata dopo aver visto questo luogo.

Ho finalmente vinto la paura. Ce l’ ho fatta.

I fiori crescono vicino al luogo dell’orrore e della morte. La natura si rigenera e la vita continua.

Proseguiamo per Cracovia.

A presto

Emilia

Lascia un commento