Urban brain

Cari lettori ed amici,

Finalmente dopo 4 mesi riusciamo a visitare una mostra.

Si tratta di Urban solid presso la Galleria Ghiggini 1822 di Varese.

Non frequentiamo ancora luoghi chiusi e affollati. Dopo giorni di titubanza, accettiamo, finalmente, l’ invito di Eileen per vedere le opere degli artisti di Steet Art.

Prendiamo appuntamento e così abbiamo tutta la galleria a nostra disposizione.

Quasi fossimo dei clienti d’ onore, ma con la mascherina davanti al naso.

L’ atmosfera è singolare con le misure necessarie per il distanziamento sociale del Covid.

Abbiamo visto video in internet, foto e interviste sugli autori, ma le opere dal vero sono molto più interessanti.

Questi cervelli colorati, sempre connessi ad una rete internet sono inquietanti.

Riccardo Cavalleri e Gabriele Castellani, i due artisti, vogliono farci riflettere.

Siamo davvero così dipendenti? Una forza superiore manipola le nostre teste?

Le opere si inseriscono nel progetto della Varese design week dedicata al labirinto.

I meandri della nostra psiche sono proprio un groviglio di sentieri connessi al web.

I cervelli colorati sono realizzati in gesso, cemento o resina

Le opere sono disposte in modo perfetto, ben illuminate e coinvolgenti.

https://www.artevarese.com/urban-solid-quando-la-scultura-scende-in-strada-e-parla/

Gabriele e Riccardo hanno riempito città con sculture antropomorfe colorate. Nasi, orecchie, mani, teste fuoriescono da muri o da pavimenti per lanciare i loro messaggi di protesta o di denuncia.

Un fenomeno interessante.

Pezzi di affiches altrettanto colorate fanno da sfondo alla materia cerebrale.

Noi “cittadini urbani” dovremmo imparare a creare per noi degli spazi senza connessione.

Lasciare il telefono o il PC da parte sarebbe utile d’ ogni tanto.

Provare a vivere con i vecchi ritmi, un po’ isolati dalle onde 4G.

Pensare da soli senza l’ aiuto della memoria esterna, con tempi più lenti.

Siamo continuamente bombardati da immagini, da notizie, da nozioni appiccicate e non approfondite.

Impegniamoci a non lasciarci troppo condizionare da ciò che ci rimanda in ogni momento la rete.

L’ arte serve anche a questo, a smuovere la mente.

La quasi ossessiva ripetizione dei cervelli colorati vuole lanciarci il messaggio.

Disconnettiamo i nostri sensi dalla rete per un certo periodo.

Qui addirittura la ” materia grigia” è imbevuta nelle latte di colore.

Prestare più attenzione all’indipendenza del nostro sistema cerebrale è importante.

Proteggiamo i nostri bei pensieri dorati.

A presto

Emilia

Lascia un commento