Daffodils

Cari amici e lettori,

Penso spesso alla poesia Daffodils che ho letto insieme ad una cara amica, qualche anno fa, quando ci dilettavamo con la letteratura inglese.

L’ autore è il poeta romantico inglese William Wordsworth che la scrisse a fine del 1700.

https://it.wikipedia.org/wiki/William_Wordsworth

Durante una passeggiata lungo le sponde di un lago del Lake District, il poeta scopre una distesa di giunchiglie, che lo riempie di gioia. Questa felicità continua quando ritorna a casa e ripensa ciò che ha visto.

https://www.visitbritain.com/it/it/inghilterra/inghilterra-nord/il-lake-district

In questi giorni in cui siamo quasi tutti chiusi in casa per la quarantena, pensare alla bellezza della natura che ci circonda deve esserci di aiuto.

Non tutti riescono a vedere ora i fiori dei parchi e dei giardini, ma li hanno visti una volta.

Dobbiamo fare tesoro dei bei ricordi, non solo della primavera, ma anche dei viaggi, degli incontri, e dei momenti con gli amici.

Pensare e ripensare alla bellezza e alla bontà che abbiamo vissuto e che rivivremo.

Bisognerebbe scrivere un diario dei ricordi, delle riflessioni e dei sentimenti di questi giorni.

Cosi mi è stato suggerito dalla mia migliore amica.

Fare un album metaforico delle belle foto della mente.

Tante cose riaffioriranno, ora che la tranquillità è sicuramente “esagerata”.

Assaporare, seduti sul divano, le piccole cose e le azioni che un tempo ci erano sembrate ovvie e scontate oppure che ci erano sfuggite.

Tentare poi di provarne piacere, come il poeta nella “recollection in tranquillity” , riguardando tutto con l’ occhio interiore.

Qui il testo originale della poesia:

I wandered lonely as a cloud

That floats on high o’er vales and hills,

When all at once I saw a crowd,

A host, of golden daffodils;

Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed—and gazed—but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
Un video carino accompagnato da disegni naif che si può vedere a questo link:

https://youtu.be/35uXO7DpT2U

Qui la traduzione:

Io vagavo solo come una nuvola

Che galleggia alta sopra valli e colline,

Quando tutto ad un tratto vidi una schiera,

Una moltitudine, di giunchiglie dorate.

Accanto il lago, al di sotto degli alberi,

Ondeggianti e danzanti nella brezza.

Continue come le stelle che splendono

E scintillano nella via lattea,

Si tendevano in una linea senza fine

Lungo i margini di una baia:

Dieci mila ne vidi a colpo d’occhio,

Che scuotevano le loro teste in una danza briosa.

Le onde vicine a loro danzavano; ma loro

Superavano le onde spumeggianti in gaiezza;

Un poeta non poteva che essere gioioso,

In tale gioconda compagnia;

Io fissai – e fissai – ma poco pensai

Quale ricchezza lo spettacolo mi portò:

Perché spesso, quando sul mio divano io giaccio

In maniera oziosa o pensierosa,

Loro compaiono improvvisamente sulla memoria

Che è la beatitudine della solitudine;

E quindi il mio cuore si riempie di piacere,

E danza con le giunchiglie.

Questa è una parafrasi:

Questa poesia è stata scritta da Wordsworth in ricordo delle passeggiate che esso conduceva con sua sorella, nei pressi di un lago, vicino cui aveva la sua abitazione. Quest’opera si apre con il poeta che passeggia da solo, come una nuvola nel cielo che scorre sopra valli e colline. Tutto ad un tratto, però, gli si profila davanti una visione meravigliosa: vicino alle sponde del lago, al di sotto degli alberi, migliaia di giunchiglie si muovono all’unisono nella brezza, come le stelle che splendono nel cielo. Quest’ondeggiamento è così magnifico che soppianta addirittura le onde schiumeggianti del vicino lago, tant’è che nessun poeta non potrebbe che gioire davanti a tale spettacolo gaioso. In quel momento però, esso non si rende conto del tesoro che gli sta conferendo quest’esperienza, nonostante ne rimane completamente assorto. Wordsworth sottolinea l’importanza di ciò che ha visto nell’ultima stanza, dove asserisce che quando è sul divano della sua abitazione, pensieroso o ozioso, l’immagine del campo delle giunchiglie gli balena in mente, colmandogli il cuore di piacere.

Come usualità di William Wordsworth, in questa poesia sono fondamentali i concetti di sensorialità (la visione delle giunchiglie) ed il successivo richiamo alla memoria di ciò che si è sperimentato.

A presto.

Emilia

2 pensieri riguardo “Daffodils

  1. Cara Emilia, poter trasmutare Il grigiore della inattività forzata in vitalità dei sensi e delle visioni è un privilegio. Grazie per questo invito a tuffarci nella dimensione della poesia per riemergere brillanti di vivido croma

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