Cari amici e lettori,

Qualche anno fa cercando tra i libri di famiglia ho trovato il Mercante di Lana di Valeria Montaldi.
L’ ho letto con grande curiosità.
L’autrice racconta la vita della Valle d’ Aosta nel medioevo. Si parla di monaci fuggiti all’Inghilterra per motivi di stregoneria, che portano con loro misteriose profezie. Si descrivono i viaggi dei mercanti che trasportano le merci da una valle all’altra a dorso di mulo. I soldati fanno razzia nei villaggi, le prostitute redente sposano carpentieri sospettati di omicidio.
Tutto è descritto con grande precisione e la storia è avvincente.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_mercante_di_lana
Quando attraversiamo la valle, mi ritrovo spesso a pensare alla vita nei castelli e nei villaggi del romanzo.
Immancabilmente ne racconto qualche episodio ai miei ragazzi, che non hanno mai letto quella storia e forse non la leggeranno mai.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Val_d%27Ayas
Durante l’ ultimo weekend prima della chiusura totale dell’Italia, per il virus, abbiamo fatto una mini gita in Val d’ Ayas.
Qui mi sono tornati in mente i nomi dei paesi, dei colli e delle cime descritte nel libro
Mont Avic, Verres, Montjoux, ecc.
In un certo periodo del medioevo si viveva e si coltivava anche in alta quota, perché si dice che le temperature fossero più miti.
Andavano avanti e indietro per alti passi, portando le merci a dorso di mulo.
Gruppi di Allemanni vivevano attorno al Monte Rosa.
Le case Walser con le ampie balconate in legno e le pietre a forma di fungo che dividevano la casa superiore dalle stalle si trovano anche in Vallese.

Questa vecchio fienile si affaccia su una stradina di Antagnod, sopra Ayas.

Certo del medioevo è rimasto ben poco, ma i villaggi in fondo alle valli mantengono il fascino di un tempo.

https://www.comune.ayas.ao.it/it-it/vivere-il-comune/storia
Queste foto le ho scattate a St. Jaques des Allemads, che si trova oltre Champoluc, ai piedi del Monte Rosa.

La case più importanti hanno le facciate dipinte.

Spesso sui muri si vedono meridiane, questa si trova sotto il tetto di una chiesa.

La ombre del primo pomeriggio, creano suggestivi disegni sulle pareti.

Ha nevicato molto qualche giorno fa, così il paesaggio è tutto bianco sotto un cielo azzurro splendente.
I tetti in lamiera dei fienili e le balconate in legno sono rimasti come una volta

Qui risiedeva un tempo un comunità allemanna, i Walser, il villaggio ora ne ha conservato il nome.
https://it.wikipedia.org/wiki/Walser

Non ho capito se questo edificio è un vagone o un rifugio alpino.
In ogni caso sembra catapultato sotto alla montagna.

La neve rimasta sui rami dell’ albero spoglio crea ricami incantati nel bosco.

La legna tagliata forma decori geometrici.
Camminiamo per il borgo

Ruscelli, malghe e lunghe vallate si intravvedono in lontananza.
Dall’altra parte si trova il Breithorn svizzero.

Cosa può esserci di più bello: neve fresca, cielo blu, case Walser ed il monte Rosa alle spalle.
A presto
Emilia
