Cari lettori ed amici,

Siamo in autunno e abbiamo ancora tanta voglia di mare tiepido.
I dati dei contagi da Covid aumentano ogni giorno, purtroppo e ci aspettiamo da un momento all’altro nuove chiusure.
Vogliamo approfittare degli ultimi spostamenti in libertà.
Dovevamo cambiare un regalo di compleanno poco utile da quelle parti, così siamo scesi nel Levante ligure.
Eccoci tutti e cinque a respirare la brezza di mare.

È proprio l’ aria di cui si ha bisogno in periodo Covid.
Prendere una boccata d’ ossigeno sembra un’espressione normale, ma quando si è vicini a un nuovo Lockdown è una frase seria.
Pensare di dover rimanere chiusi in casa una seconda volta, oppure di essere ricoverati con la bombola accanto è terribile.

Qui siamo a Santa Margherita, un sabato pomeriggio di fine ottobre.
Le alte mura sorreggono le sale del Covo di Nord est. L’ acqua è trasparente e lascia intravedere i sassi variopinti.
In lontananza spuntano le cittadine di Chiavari e Sestri Levante.
I gabbiani riposano su un piccolo molo artificiale.
Davanti a noi vediamo la penisola di Portofino, adagiata sulle acque del Tigullio con le sue strane gobbe.
Passiamo Rapallo per raggiungere Zoagli.
Il bel sole che ci riscaldava pochi minuti fa è scomparso con l’arrivo di un acquazzone.

Troviamo riparo in un antro nascosto, usato come rimessaggio barche.
La pioggia che batte sul mare agitato è molto suggestiva e rende mossa la linea dell’ orizzonte

La costa di Zoagli scende ripida sul mare. La passeggiata è unica.

Gli scogli sembrano delle lame lanciate sull’ acqua.
La pioggia rende lucida la superfice variegata delle rocce disegnado misteriosi arabeschi.

Magari si tratta di arcani messaggi o di corrispondenze naturali.

Le gocce d’ acqua sotto la balaustra bagnata sembrano dei pizzi trasparenti.

Linee oblique intersecano il piano del mare, in una strana armonia geometrica.

Gli scogli creano delle quinte parallele alla costa.


Le onde riempiono e svuotano queste pozze d’ acqua con grande fragore.

Un’onda un po’ più importante delle altre si è scaraventata sul nostro gruppo, bagnando tutti i vestiti.
Quanta aria di mare abbiamo respirato a pieni polmoni ora.
Dobbiamo conservarne una bella riserva, in vista della prossima clausura.

Il giorno successivo ci troviamo sulla spiaggia di Laigueglia di buon ora, per una passeggiata in compagnia dei nonni.
La chiesa di San Matteo illuminata dalla luce mattutina, spunta tra le case dei vicoli.
I bagni Saint Tropez hanno una scalinata arcobaleno, nei toni pastello.

C’ è ancora lo scheletro di un baretto sulla spiaggia.
La luce delle prime ore del giorno colora il legno di giallo, tanto da formare una cornice per l’ isola Gallinara che si intravvede in lontananza.

La sabbia di questo golfo è finissima in tutte le stagioni.
Qualche legno portato a riva delle onde ricorda l’ ultima mareggiata.

Il giardino sotto il Monte Acuto ci aspetta con i suoi colori sgargianti.
Il ricamo della vite del Canada, ormai rossa, sul muro giallo intenso ci ricorda che siamo in autunno.

Pini, cipressi e il verde prato non mutano invece con l’ avvicendarsi delle stagioni.

Dal terreno spunta l’ intreccio di righe gialle e verdi dell’agave.

Raccogliamo qualche foglia della salvia profumata da portare al Nord.

Farinata, aglio, olio, peperoncino, maggiorana, limoni e contognata sono un giusto miscuglio di prodotti liguri.

Tra limoni non ancora maturi e

Olive già raccolte

Lasciamo questi luoghi caldi e profumati per ritornare alla routine insubrica.
A presto
Emilia