Iseo

Cari lettori ed amici,

In una giornata in cui il tempo è previsto variabile, decidiamo di fare una mini gita sui laghi delle Prealpi.

Siamo ad inizio autunno, la temperatura è tiepida e si sta bene al sole.

Scegliamo come meta il lago d’ Iseo.

Eravamo stati nella cittadina di Iseo e a Lovere con i bambini piccoli.

Dopo 15 anni decidiamo di riportarli in quei luoghi per vedere se hanno conservato qualche ricordo.

Il sole sul lago splende. La luce settembrina è bellissima.

Terrazze con ulivi e qualche palma degradano verso il lago, in un punto molto riparato e soleggiato.

Dopo un breve pic nic a bordo acqua, tra le alghe di un porticciolo naturale, ci fermiamo nel centro antico di Iseo per un breve visita.

Le case sono ben ristrutturate, i negozi espongono vetrine nuove e scintillanti.

La moda nei luoghi di vacanza bresciani, è molto colorata ed originale. Ci divertiamo a guardare le collezioni.

Passiamo per le vie del vecchio ghetto, dove ci sono ora bar e locali alla moda.

Un bellissimo negozio di orologi, Montres, espone un pezzo raro, Atmos di Jaeger Le Coultre. È un orologio che funziona con una miscela di gas all’interno.

Alcune case hanno colori vivaci, altre sono intonacate in modo più tenue, come queste del ghetto.

Sul muro esterno di questa villa in riva al lago vedo l’ immagine di un satiro affrescato.

La figura è rappresentata in piedi su una barca, con una fiaccola in mano.

L’ umidità lacustre e le intemperie hanno reso il personaggio ancora più misterioso.

L’ affresco e’ un’ originale sorpresa. Si può camminare su un pontile pedonale costruito sul lago.

L’ acqua è molto pulita dopo le prime piogge autunnali.

La vista da qui è molto bella, verso le colline di Bergamo e la pianura.

Andando in giro tra stradine e piazzette ci troviamo davanti all’antico Arsenale veneziano.

Il palazzotto ristrutturato recentemente è ora trasformato in galleria d’ arte.

Questa è la vista verso nord, in direzione del Passo del Tonale innevato.

Il panorama è speciale perché ha appena nevicato in cima alle alpi. È stato un innevamento precoce e straordinario per il 26 settembre.

Proseguiamo verso nord e ci troviamo davanti il Monte Isola.

Qui era stata costruita, qualche anno fa, la passerella galleggiante di Christo, l’ artista di land Art di origine bulgara.

Peccato che l’ installazione non ci sia più, sarebbe stato bello poterci camminare ancora sopra. L’ opera doveva essere solo temporanea.

Questo in lontananza è il paese del Monte Isola, visto dalla terra ferma, che si trova davanti.

Saliamo fino a Boario Terme, all’inizio della Valle Camonica.

Passiamo il villaggio ricostruito con le palafitte primitive di Darfo.

Ci fermiamo nel centro termale. Ci colpisce l’ imponente edificio del Santuario della Madonna degli Alpini

La costruzione è grande e luminosa.

Le antiche terme sono attorniate da un bel parco, sotto le scoscese pareti rocciose.

A Boario ci sono tanti edifici costruiti negli anni sessanta per ospitare chi faceva le cure. Ora alcuni sono abbandonati, ma mantengono il fascino dello stile dell’ epoca.

Mia mamma aveva accompagnato qui la nonna nel 1964, per un breve soggiorno termale. Ne ho sentito parlare solo nei racconti, perché all’ epoca non ero ancora nata. In quell’occasione aveva conosciuto Giulio, il suo miglior amico un famoso endocrinologo, che è appena mancato, prima dell’arrivo del Covid.

Non riusciamo a visitare i siti archeologici con le incisioni rupestri dei Camuni primitivi.

Per fortuna nella vetrina di una lussuosa gioielleria ci sono dei grandi calchi che ne riproducino alcune.

Le avevo viste con i bimbi piccoli, tanto tempo fa e le avevo trovate interessantissime.

Scendiamo lungo la sponda bergamasca, in direzione di Lovere.

Qui i turisti indossano tutti la mascherina, in modo civile ed ordinato.

È uno dei borghi più belli d’ Italia, così dice la targa rossa.

Lungo il lago c’ è un mercatino di specialità alimentari, le bancarelle sono coperte con belle tende bordeaux, che aggiungono un tocco colorato alle case già variopinte.

Ci fermiamo a comprare un pacco di Casoncelli, i ravioli tipici della bergamasca e i formaggi di alpeggio.

Il leone della Serenissima dipinto sulla torre dell’ orologio riporta alla memoria l’ epoca della dominazione veneziana.

Rientriamo verso casa passando dal Lago di Endine.

Abbiamo soggiornato qui in passato, in un casolare ristrutturato da un bravissimo architetto bergamasco.

Avevano trasformato la loro casa in Bed and breakfast e all’interno c’ erano collezioni di grandi viaggi. I bimbi erano piccoli, ma si ricordano ancora la deliziosa colazione con il miele prodotto in loco dal figlio.

Qui pascolano mucche e pecore, la vista è bucolica.

A presto

Emilia

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